| Hotel Deiva Marina - Hotel Cinque Terre - Hotel Portofino - Alberghi Cinque Terre
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Si arriva a Deiva Marina da
monte, scendendo i lenti tornanti dalla
Via Aurelia verso il mare, oppure
seguendo la costiera da Sestri Levante,
attraverso i tunnel dell’antica
ferrovia, lungo un percorso scandito
dalla regolare alternanza di momenti
d’ombra e squarci di luce. In entrambi i
casi, è un avvicinamento lento,
graduale, sospeso come un assaggio,
fruizione parcellizzata in istanti, in
frammenti di immagini che l’occhio non
fa in tempo a ricomporre. È
sorprendente, infine, riuscire ad
abbracciare con lo sguardo tutta la
vallata, indugiando su ogni particolare
più minuto, oppure trovarsi di colpo a
due passi dal mare, aprire i polmoni
all’aria che sa di iodio e gli occhi ai
colori, ai rosa e ai gialli pastello
delle case e alle sfumature blu e
verdastre del Mediterraneo.
È dato per certo che l’attuale
insediamento di Deiva Marina sorse per
iniziativa degli abitanti delle frazioni
dell’interno, in particolare dai paesini
di Mezzema e di Passano, che qui si
spostarono intorno al XIV-XV secolo. La
famiglia Da Passano, da cui prese il
nome il paese oggi Frazione di Deiva
Marina, aveva creato sul territorio un
potente feudo, che venne vinto da Genova
nel 1144 dopo lunghe battaglie. La zona
divenne quindi territorio vassallo della
Repubblica Marinara. Subì poi numerose
incursioni di pirati nel XVI secolo.
Nell’omonimo villaggio sono ancora oggi
visibili i ruderi del castello dei Da
Passano.
L’abitato di Deiva Marina è diviso in
due parti: il centro storico,
a ridosso della collina, le case quasi
arrampicate ad essa e strette tra di
loro in un abbraccio secolare, a formare
un mosaico intricato ed intrigante di
tegole e intonaco, finestre profilate
alla genovese e ringhiere in ferro
battuto, gerani rosso cupo sui balconi e
Madonnine beneaugurati sopra gli usci, e
la Marina, interamente
costruita a partire dal dopoguerra, con
la sua linda geometria di strade e di
piazze. Sono due realtà differenti e
interconnesse, due mondi diversi
accostati, forse per caso, forse per
dispetto.
Al centro del nucleo più antico si erge
la Chiesa Parrocchiale settecentesca,
dalla facciata a due ordini coronata da
timpano, dedicata a Sant’Antonio abate e
motivo di particolare interesse per il
sagrato, il tipico tappeto di pietra
ligure “a risseau” (una sorta di mosaico
di ciottoli scuri e chiari levigati,
disposti a formare disegni
marinareschi). Di fronte alla chiesa si
trova una torre tardo medievale (XV
secolo) a pianta quadrata, coronata di
merli aggettanti, spesso sede di
importanti mostre d’arte. La sera viene
illuminata da decine di faretti, che ne
esaltano la forma e la storia passata.
Una seconda torre a pianta
circolare si erge vicino al mare,
proprio di fronte all’Hotel e oggi sono
ancora visibili le sue rovine coperte di
edera. Entrambe le torri furono
costruite come presidio militare e come
reazione al pericolo delle incursioni di
pirati turchi e barbareschi. Il
complesso funzionava probabilmente come
elemento di raccordo in un sistema di
comunicazione a vista, in triangolazione
con altre postazioni di guardia, andate
poi distrutte.
Seguendo un itinerario naturalistico e
storico insieme, si può risalire dal
centro storico di Deiva verso le alture,
incontrando le frazioni di Mezzema,
Piazza e Passano, piccoli
agglomerati di case sparsi sulla
collina, i cui abitanti scesero poi a
valle a fondare il nuovo centro. |
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